Alice & Massimo
Da dove iniziare ? E’ tanta la gratitudine che provo per Massimo e Alice e tanto grande la gioia che mi ha dato incontrarli, che mi riesce difficile scegliere le parole.
Forse possiamo iniziare da quelle che essi stessi hanno usato per definirsi quando mi hanno contattata per la prima volta: una coppia felice. Ed è proprio questo che sono, ed è così che rendono chiunque stia loro accanto — i loro amici festanti, le loro meravigliose famiglie. Da subito questa coppia di triestini trapiantati a Parigi mi è apparsa come un raggio di giovinezza, di entusiasmo, di voglia di raccontarsi e di donarsi come li ho visti fare con tutti se stessi il giorno del loro matrimonio.
Allegri, positivi, carichi d’energia. Affettuosi, premurosi, calorosi. Vagabondi curiosi ma con fortissime radici. La lista di aggettivi con cui descriverli potrebbe continuare all’infinito tanto è l’entusiasmo che mi ha lasciato dentro questo che, come sempre in un modo o nell’altro, per me non è mai soltanto lavoro. Eppure le cose che mi hanno conquistata, e che mi fanno stringere il cuore ogni volta che rivedo le loro foto, sono ancora più sottili e nascoste tra le righe.
E forse è proprio questo — la sensazione di essere capita tra le righe — che mi ha legata per sempre a questa esperienza. Piccole cose di me che spesso gli sposi non hanno il tempo e l’occasione di vedere, quel giorno, e che loro hanno notato e gratificato. Perché quando lavori senza risparmiarti, mentre corri avanti e indietro e ti arrampichi sulla tua auto per ottenere la giusta prospettiva per uno scatto, sentire lo sposo che ti incita … ti carica ! E ti fa sentire invincibile. Perché quando ti viene chiesta una foto nella luce abbagliante del pieno giorno, in una piazza gremita di persone, e tu fai ricorso a tutta la tua immaginazione e le tue competenze tecniche per ideare un’immagine che renda quel luogo speciale come lo vedono loro e fermare per sempre il tempo per il loro piacere, sentirli esultare quando lo scatto è riuscito … ti fa sentire che puoi fare qualsiasi cosa ! E che hai raggiunto il vero scopo della vita di ognuno di noi: essere e rendere felici. Perché, in altre parole, quando ti trovi … ti trovi e basta. Sono abituata a lavorare per persone che amano la fotografia d’autore e che hanno una sensibilità fuori dal comune, ma non sempre esistono il tempo o le occasioni per arrivare a conoscersi, così quando invece la congiuntura fa sì che accada … la gratificazione è enorme. Ed è difficile alla fine dirsi addio.
Per noi per fortuna l’addio è stato in realtà un arrivederci, perché con Massimo e Alice sono rimasta — e sono determinata a rimanere — in contatto, anche se ogni volta che vedo comparire il nome di uno dei due nella mia casella di posta o nei miei messaggi privati su Instagram sento il cuore battermi forte perché già so che diranno qualcosa di gentile, di sensibile, di perfettamente indovinato che mi porterà a chiedermi se me lo sono davvero meritato.
Perché quando due persone superimpegnate e sempre in giro per il mondo si prendono il tempo per scriverti e dirti che Ieri a pranzo con le famiglie abbiamo tanto parlato di te, hai stregato i nostri genitori, a te solo a riscriverlo vengono le lacrime agli occhi al pensiero che hai passato una giornata di lavoro indimenticabile … respirando l’aria aperta e assaporando il paesaggio del nostro magnifico paese come doni, doni, doni di cui spesso ci dimentichiamo … visto papà con le maniche rimboccate spostare condizionatori a destra e a manca per far largo alle foto dei preparativi e mamme rispolverare foto d’infanzia custodite con affetto e commentate quel giorno con esilarante ironia … fotografato risate, abbracci, lacrime, e due splendide sorelle degli sposi che ogni volta che rivedi nei tuoi scatti ti tolgono il fiato … portato a casa delle foto di cui sei fiera e che hanno lasciato per sempre qualcosa di bello nella vita di due persone e delle loro famiglie, così che ogni volta che le rivedranno si sentiranno sempre un po’ più vicini l’uno all’altro della volta prima … Quando ti capita questo, non ti pare vero che sia successo a te. Non ti pare vero poterlo chiamare lavoro, aver costruito tutto questo con le tue mani, aver creato qualcosa che diffonde gioia. E lascia un segno dietro di te.
Come immaginerete, è quindi un piacere immenso condividere oggi sul blog alcune foto del loro matrimonio nella mia città di Trieste ed in una delle location più scenografiche del Friuli Venezia Giulia, il Castello di Spessa.
Già, Spessa. Ancora non ne abbiamo parlato. E qui si apre tutto un piccolo mondo, una fantasia che si è creata nella mia mente da quando, dopo il matrimonio, ho scoperto quanto significasse per Massimo e Alice quel luogo magnifico arrampicato sul Collio goriziano per me punteggiato di cari ricordi.
Quando un luogo è al tempo stesso punto di partenza e di arrivo.
Quando una storia diventa un cammino insieme, che diventa eccitata attesa, che diventa un hashtag carico d’atmosfera per raccontarlo.
Quando tutto ha inizio lì, quando una gita fuori porta non è che il prologo di quel vagabondare insieme che renderà la vostra vita un’avventura eccitante in giro per il mondo.
Quando tutto è così perfetto e così vero che sembra che tutte le strade che due persone hanno percorso le abbiano portate alla fine lì. Quando si guardano negli occhi, si prendono per mano, decidono di inventarne una loro, e la affrontano con grinta e con grazia, godendosi il panorama della vita che si svolge davanti a loro.
Quando il mondo è uno per tutti, le sue strade battute ogni giorno da milioni di persone, ma i passi che ognuno sceglie di fare assumono posizioni infinitamente diverse e l’impronta che lasciano i loro è unica, come unici sono loro due. Allora, quel sentiero che sembra sempre uguale a se stesso per Massimo e Alice diventa loro, diventa un’idea che è in loro due soltanto, diventa una nuova via che tracciano e che schiudono per gli altri.
Perché una volta che si è aperto il cuore all’amore, chiunque è benvenuto ad entrare.
La loro via. La via che porta a Spessa. Una località, un semplice puntino sul mappamondo. Ma un grande punto d’arrivo per questi loro. Dal quale ricominciare ancora daccapo.
E così anche nel mio immaginario, per me che sono stata testimone di quel giorno in cui Massimo e Alice vi sono arrivati e dell’entusiasmo con cui da lì sono ripartiti, quella strada … quella salita guidando tra le suggestioni che il Collio regala … quella giornata … quell’esperienza — per sempre resteranno La Strada per Spessa.
The Road to Spessa. The #roadtospessa.
Perciò oggi come sempre benvenuti … e, da noi tre, buon viaggio anche a tutti voi.











































